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Looking for Eric



Non amo il calcio, non vedo perchè dovrei amare film che trattano di calcio: ed infatti, tranne rare eccezioni, tendono tutti al cagheggio.
Sfugge questo "Looking for Eric", nuova fatica di Ken Loach, perla di Cannes in un'ostrica di noia e che ho visto in anteprima a Milano e che, forte delle ultime ciofeche viste in giro (su tutti gli infimi "Angeli e demoni" e "Terminator Inculator") brilla per l'originalità della storia, la brillantezza dei dialoghi e per un Eric Cantona che è semplicemente definibile come "LA cartola"  per eccellenza
(ora, chi è bolognoide, sa di che parlo, chi non lo è pensi allo stile di Cantona e ragioni per induzione...).

Come fare un film politico, intenso, di sport e (vogliamo dirlo? sì, lo dico, solo per avere un'erezione culturale) di sinistra, ma con classe da vendere e senza la spocchia della lezioncina (al quale Loach spesso cade).

Perchè, come spiega Eric nella scena più riuscita della pellicola, alla fine è solo il concederesi con il proprio talento al gioco di squadra, e non il vezzo individuale fine a se stesso, quello che rende un campione diverso da un semplice giocatore...

PS: non sarà facile vederlo, questo film... ma vale la pena di fare due passi anche verso un cinema lontano, magari in una sera d'estate...


Pubblicato il 18/6/2009 alle 0.48 nella rubrica Non di solo di cinema è fatta la vita ma ne è buonaparte.

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