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Non di solo di cinema è fatta la vita ma ne è buonaparte
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25 maggio 2010

Considerazione a margine

Perchè la sinistra non vincerà mai nulla in questo paese?

Perchè tutti ad applaudire il discorso di Elio Germano alla vittoria della Palma d'oro a Cannes, io per primo, poi si va a vedere il film (sotto la mia recensione) e si scopre che è stato finanziato con i soldi del ministero.

Delle due, l'una: o te ne stai buono e prendi i soldi del ministero, oppure (solo se sei un artista con le palle) cerchi la tua indipendenza e dici quello che vuoi.
Il discorso non vale per gli esordienti (purtroppo il mercato italiota è quello che è, bisogna essere realisti) ma per chi gode già di un certo prestigio e potrebbe fare scelte non dico coraggiosa ma quantomeno coerenti: come posso leggere un articolo di Augias su Repubblica senza pensare che, in fin dei conti, Berlusconi è il suo editore?
Perchè ottimi scrittori come Genna ed Evangelisti scrivono quello che scrivono su internet  salvo poi passare a ritirare il bonifico firmato Mondadori?

Diranno, questo è il mercato, bellezza: eh no, cicci, perchè gente come Daniele Luttazzi o Andrea de Carlo se ne sono andati dall'universo mondadori per coerenza, e il mercato è lo stesso per loro come per tutti.
Oppure la Busi che ha avuto le palle di scrivere quello che ha scritto (le anime belle dicono: sì, ma dopo tanto tempo. Replica mia: intanto l'ha fatto rimettendoci il video)
Io i libri di Evangelisti li comprerei anche se uscissero per Feltrinelli o Rizzoli: forse però la provviggione sarebbe minore.
O no?!

La nostra vita, di Daniele Lucchetti (ITALIA, 2010): regia penosa, storia ridicola, attori imbarazzanti.





permalink | inviato da Luca R il 25/5/2010 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

2 febbraio 2010

Il film

 



Non sono Clooney, anzi... ma è tra i film che più mi rappresentano (e ne ho visti, fidatevi).
Per quel senso di solitudine che si prova nel racchiudere un pò troppo spesso la propria vita in un trolley.




permalink | inviato da Luca R il 2/2/2010 alle 21:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 novembre 2009

Ma non è di questo che voglio parlare

Sono stato al Torino Film Festival per il weekend, ma non è di questo che voglio parlare.

Potrei cercare di spiegarvi come questa città ai piedi delle Alpi sia per me (di certo non un fortunello in tema di vacanze e affini...) sempre fonte di gradite, graditissime, sorprese o di come, pur con il risultato di 3 pernacchie su 5 film visti in totale, ne sia valsa comunque la pena o di quanto il museo del cinema alla seconda visita sia stato ancor più stupefacente che la prima e così invitante da desiderarne una terza...

... ma non è di questo che voglio parlare.

In realtà la cosa che più mi va di raccontare è di aver trovato in una bancarella dell'usato lungo via Po un libro che cercavo da parecchio (è disponibile ovunque, ma in nessun posto a quel prezzo...): si tratta della fatica di Giulio Mozzi "sono l'ultimo a scendere", una sorta di diario su un paio di annetti di peregrinazioni tra treni città e strane telefonate che, dopo averne letto uno stralcio su chissà quale giornale (ilvenerdì?) mi aveva stuzzicato come pochi altri testi in circolazione.

A metà del testo (leggo molto in fretta e non ho amici: circostanze che prese insieme aiutano molto la lettura...) posso assicurare che le attese erano ben riposte: è una raccolta di racconti in stile Carver se Carver fosse vissuto a Padova e avesse preso tante volte il treno
(ok, casomai Carver ha preso tante volte il treno, ma di certo non si trattava di treni italiani...)
(... e poi Carver non è così divertente)
(forse doveva prendere più treni)
(o vivere a Padova)

Anche se io, ovviamente, quando si viaggia sono sempre il primo a scendere...

PS: non lo dirò mai abbastanza, i libri sono troppo cari, anche perchè le persone con gusto di solito sono studenti o precari o entrambe le cose (rimane la costante delle pezze al culo). Per fortuna il mondo è pieno di coglioni che si lasciano scappare libri del genere sui quali noi vampirelli ci zompiamo sopra senza ritegno...




permalink | inviato da Luca R il 16/11/2009 alle 23:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 novembre 2009

Spettacolare

"E alla fine arriva mamma..."

 




permalink | inviato da Luca R il 11/11/2009 alle 12:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 novembre 2009

Il film

Ieri al cinema ho visto la storia di un vecchio pallido e morente che ama i bambini e i palloncini. "This is it" è proprio un gran film...

Scherzia a parte...

... ho visto "Nemico pubblico": quasi una delusione, Mann mi (ci) ha dato molto di più. Peccato.




permalink | inviato da Luca R il 8/11/2009 alle 21:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

18 giugno 2009

Looking for Eric



Non amo il calcio, non vedo perchè dovrei amare film che trattano di calcio: ed infatti, tranne rare eccezioni, tendono tutti al cagheggio.
Sfugge questo "Looking for Eric", nuova fatica di Ken Loach, perla di Cannes in un'ostrica di noia e che ho visto in anteprima a Milano e che, forte delle ultime ciofeche viste in giro (su tutti gli infimi "Angeli e demoni" e "Terminator Inculator") brilla per l'originalità della storia, la brillantezza dei dialoghi e per un Eric Cantona che è semplicemente definibile come "LA cartola"  per eccellenza
(ora, chi è bolognoide, sa di che parlo, chi non lo è pensi allo stile di Cantona e ragioni per induzione...).

Come fare un film politico, intenso, di sport e (vogliamo dirlo? sì, lo dico, solo per avere un'erezione culturale) di sinistra, ma con classe da vendere e senza la spocchia della lezioncina (al quale Loach spesso cade).

Perchè, come spiega Eric nella scena più riuscita della pellicola, alla fine è solo il concederesi con il proprio talento al gioco di squadra, e non il vezzo individuale fine a se stesso, quello che rende un campione diverso da un semplice giocatore...

PS: non sarà facile vederlo, questo film... ma vale la pena di fare due passi anche verso un cinema lontano, magari in una sera d'estate...





permalink | inviato da Luca R il 18/6/2009 alle 0:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

9 giugno 2009

Terminator Inculation

 

Trama: un regista mediocre invia un cyborg nel passato per uccidere James Cameron ed impedirgli di dirigere i primi due capitoli di Terminator (che, vista la loro bellezza in confronto a questa enorme scoreggiona di due orette, dimostrano quanto il nostro regista possa fare, al massimo l'arrotino...).

Con il suo cameo patetico ed inutile, profumatamente pagato, si spera, Helena Bonham Carter si candida definitivamente a raccoglitrice di patate.

L'immagine non c'entra niente visto che è del telefilm... allora perchè l'ho messa?




permalink | inviato da Luca R il 9/6/2009 alle 19:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

23 maggio 2009

Agro



Una volta ad un corso di scrittura creativa una partecipante mi consigliò, ancor non capisco per quale ragione, di leggere "La vita agra" di Bianciardi... non ho mai letto il libercolo (sebbene l'abbia comprato) ma quattro anni dopo ho visto (lo splendido) film di Lizzani...
Meglio tardi che mai e comunque Tognazzi sempre sopra a tutti (ma sotto solo a Mastroianni...)
PS: di Bianciardi ho però letto "Consigli ad un giovane intellettuale privo di talento"... il primo che dice che l'ho letto perchè ne ho bisogno è tanto stronzo quanto nella ragione!




permalink | inviato da Luca R il 23/5/2009 alle 0:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

14 maggio 2009

Demoni e Angeli

 

Plot: un gruppo di raffinati intellettuali dediti all'uso della ragione e di bombe all'antimateria mira, tra una dissertazione e l'altra sul metodo cartesiano, alla distruzione di una pericolosa setta di omofobi che, pur credendo a cose assurde (tipo uomini invisibili oltre le nuvole, vergini che partoriscono, miracoli...), ha comunque conquistato il mondo, con il fondamentale supporto dei propri istituti bancari.

Un esperto di segni, Robert Langdon, spacciandosi per il famoso attore Tom Hanks, tenta di tenere testa alla minaccia.




permalink | inviato da Luca R il 14/5/2009 alle 0:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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