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Dopo "nuovi argomenti" è il tempo di "vecchie cazzate".
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Seriamente
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2 giugno 2010

Cojones delle mie brame

Ho già scritto altre volte che tra i tanti meriti di Roberto Saviano, oltre a quello di essere uno dei pochi eroi di una generazione altrimenti trascurabile, c'è quello di avermi fornito un utile metro per distinguere a colpo d'occhio (o orecchio) un coglione.
Si aggiunge a questa lista di "cojones particolari" il calciatore del Milan Boriello con questa sua dichiarazione a Repubblica:

"Per me, Saviano è uno che ha lucrato sulla mia città. Non c'era bisogno che scrivesse un libro per sapere cos'è la camorra. Lui però ha detto solo cose brutte e si è dimenticato di tutto il resto".


Sì, il "traffico".

http://mika29.files.wordpress.com/2009/02/borriello.jpg




permalink | inviato da Luca R il 2/6/2010 alle 15:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 aprile 2010

Bad day

Ieri è morto Edmondo Berselli. Non penso di essere una cima di politologia, ma se qualcosa ho capito, se qualche opinione chiara ce l'ho, se punti fermi persistono nel delirio italiota lo devo a lui e a pochi altri (tra cui Berlusconi, ma in senso opposto).
Che dire? Niente, meglio lasciare parlare lui, che se ne intendeva... (da Repubblica del 17 marzo)


    La sindrome del padrone

La questione politica, e ormai anche strutturale e storica del rapporto fra Silvio Berlusconi e la giustizia, è diventata una questione di sistema, perché fra il premier e le articolazioni della magistratura è scattata la guerra totale.

Ormai Berlusconi sta accentuando il suo ruolo proprietario, in quanto il premier tratta da padrone le istituzioni giudiziarie e le autorità neutrali. Lo si vede con l'atteggiamento assunto verso la procura di Trani, trattata come un tassello del complotto che si starebbe sviluppando contro la presidenza del Consiglio, con una funzione schiettamente politica, e con le parole rivolte verso l'AgCom, considerata semplicemente come un pezzo dell'immensa manomorta berlusconiana.


Sotto questa luce, è l'intera Italia a essere di proprietà del capo del governo. Nel silenzio dell'opinione pubblica, e nella sostanziale acquiescenza delle opposizioni, Berlusconi ha aumentato a dismisura il suo potere, anzi, le sue proprietà. Si è sentito autorizzato a intervenire sull'Agenzia per le comunicazioni con l'atteggiamento e con le parole del padrone, insofferente di norme e convenzioni, e incapace di trattenersi: "Ma non riuscite neppure a chiudere Annozero?". "È una questione di dignità", dice al commissario Giancarlo Innocenzi, "Ti ho messo io in quel posto". Quindi regolati di conseguenza. Il che dimostra la sua intuizione di essere, più che un politico, un imprenditore senza limiti etici, cioè con la possibilità di conquistare tutto, con la violenza di una funzione anti-istituzionale che si esercita giorno per giorno.


Si instaura così un nuovo triangolo delle mille sfortune, tra la presidenza del Consiglio, la magistratura e l'Agenzia per le comunicazioni. Al centro del triangolo si è collocato, con la sua consueta forza strategica, il premier Berlusconi. Ormai da anni sta insistendo che in Italia c'è un problema da risolvere, ed è quello del rapporto fra la politica e la magistratura. "Alcune procure", secondo il premier, che non ne ha mai citata una, composte da "toghe rosse", da "giudici comunisti", stanno conducendo una battaglia "contro la democrazia", nel tentativo di liquidare per via giudiziaria il capo del governo.


In queste condizioni, il "padrone" Berlusconi tenta di frenare il funzionamento dei processi che lo riguardano, come quello contro l'avvocato inglese Mills e i processi All Iberian e i diritti televisivi. Ma dal sistema penale spuntano casi giudiziari a iosa, in modo anche casuale come quello di Trani, per cui a suo modo, nella sua logica proprietaria, Berlusconi ha ragione: come è possibile che, possedendo tutto, gli sia impossibile controllare tutto ciò che possiede o crede di possedere in virtù del voto popolare, compresi i processi e le inchieste giudiziarie? E come mai non è possibile, da parte sua, padrone assoluto dei media, controllare il sistema televisivo e i programmi politici di approfondimento e di dibattito? Che ci sta a fare l'Agenzia per le comunicazioni, se non esegue i comandi che vengono dall'alto? Naturalmente Berlusconi ignora, volutamente, la complessità del sistema della comunicazione pubblica. Ai suoi occhi basterebbe una telefonata all'Innocenzi di turno per stroncare un programma come quello di Michele Santoro (o come il salotto di Floris o della Dandini), considerato da mesi una delle "fabbriche di odio" nei confronti del premier e del Popolo della libertà.


È una situazione disperata, quella di Berlusconi, che lo induce a gesti disperati, o almeno terribilmente disinibiti, nel senso che fanno a pezzi il tessuto generale delle istituzioni del nostro Paese. Il "padrone" non riesce più a comandare, il suo partito si sta sfaldando, e i vari cacicchi cercano un'area di autonomia personale e politica. Berlusconi teme una "sindrome francese" e una sostanziale non vittoria alle elezioni regionali. Paradossale situazione del padrone che non riesce a spadroneggiare fino in fondo, pur cercando di farlo in tutti i modi. C'è una contraddizione intrinseca nell'azione di Berlusconi, e la formula proprietaria o "padronale" la riassume tutta, senza risolverla. Ma la questione è: in una democrazia può il capo del governo rivolgersi come un padrone alle autorità di garanzia?




permalink | inviato da Luca R il 12/4/2010 alle 19:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

5 aprile 2010

Un bel libro, una bella frase

Cosa sto leggendo per le vacanze pasquali?

[...] Frivolezza, sarcasmo, improntitudine, inclinazione al sofisma, al depistaggio e al millantato credito, imprudenza, incapacità di valutare le conseguenze di ogni singolo atto, prodigalità, sessuomania, disinteresse per l'altrui punto di vista, riluttanza a riconoscere i propri torti, ostentato vigore caratteriale che è solo debolezza e soprattutto una peculiare varietà di ottimismo che sconfina nell'irresponsabilità...

Con le peggiori intenzioni, di Alessandro Piperno, pag. 17


http://www.progettobabele.it/public/copertine/piperno.jpg




permalink | inviato da Luca R il 5/4/2010 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 marzo 2010

Sull'odio e sull'invidia

Non credo ci siano molte parole da spendere sulla manifestazione del PDL di sabato scorso a Roma, qualsiasi persona con un minimo di buongusto (non dico di "senso civico"...) trarrebbe le mie stesse conclusioni di fronte alla scena dei candidati governatori mentre giurano alla spalle del piccolo satrapo (anzi, saTrAPPO).
C'è però un passaggio del discorso del migliore premier degli ultimi 150 anni che mi ha fatto particolarmente vomitare: potrei parlarne in questo mio blog con la mia usuale maestria, ma siccome
Massimo Gramellini sulla Stampa di stamane lo ha già fatto egregiamente credo sia più saggio copiare&incollare la sua (acuta) rilettura dei fatti.

L’altra sera, girovagando fra i canali, mi sono imbattuto in un volto ispirato che, dal palco di una piazza, inneggiava all’amore e urlava: entro il 2013 vogliamo vincere il cancro. Giuro, diceva proprio così. Vo-glia-mo vin-ce-re il can-cro. Non la disoccupazione. E nemmeno lo scudetto. Il cancro, «che ogni anno colpisce 250 mila italiani». Sulle prime ho sperato fosse il portavoce del professor Veronesi e ci stesse annunciando uno scoop mondiale. Così ho telefonato a uno dei 250 mila, un caro amico che combatte con coraggio la sua battaglia, e gli ho dato la grande notizia. Come no?, ha risposto, adesso però ti devo lasciare perché sono a cena con Vanna Marchi.

Ho degli amici molto spiritosi. Mi auguro che tutti i malati e i loro parenti la prendano allo stesso modo. E anche tutti i medici che in ogni angolo del pianeta si impegnano per raggiungere quell’obiettivo. In Italia con qualche problema in più, dato che il governo che entro tre anni intende vincere il cancro ha ridotto i fondi per la ricerca scientifica. Vorrei sorriderne, come il mio amico. Ma stavolta non ci riesco. Ho perso i genitori e tante persone care a causa di quel male. E allora: passi per le barzellette, le favole e persino le balle. Fa tutto parte del campionario di iperboli del bravo venditore e il pubblico ormai è assuefatto allo show. Ma anche a un’alluvione bisogna mettere un argine. Bene, per me il cancro rappresenta quell’argine. Non è: un milione di posti di lavoro. Non è: meno tasse per tutti. Il cancro è una cosa seria. E lui, che lo ha avuto e lo ha vinto, dovrebbe saperlo.


http://pornopolitica.files.wordpress.com/2007/11/berlusconi02.jpg







permalink | inviato da Luca R il 23/3/2010 alle 17:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

3 marzo 2010

Polverini di stelle

Luca Restivo si scusa per non aver aggiornato il blog nell'ultima settimana ma era fuori a mangiarsi un panino.





permalink | inviato da Luca R il 3/3/2010 alle 14:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

27 gennaio 2010

65 anni fa, mai troppi

Oggi è il giorno della memoria: serve a ricordarci di quanto siamo capaci di essere teste di cazzo.




permalink | inviato da Luca R il 27/1/2010 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

18 dicembre 2009

Dalemoni

Perchè D'Alema è così ossessionato dall'incucio?
Sindrome di Stoccolma?

Buon weekend

 




permalink | inviato da Luca R il 18/12/2009 alle 11:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 ottobre 2009

Grazie R.

 
C'è un motivo ulteriore a quello di aver scritto un libro, prima che "necessario", semplicemente meraviglioso per il quale ho il massimo rispetto/stima/ammirazione per Roberto Saviano: l'avermi fornito un utile strumento intellettuale per definire con chiarezza una persona.

Lo consideri un esaltato? Uno che se l'è cercata? Uno che punta alla fama? Uno che faceva bene a stare zitto? Uno che "tanto il Sud è un'altra cosa, a Napoli c'è anche la mozzarella"?
Potrai essere anche una persona piacevole, simpatica, amante della natura e del buon cinema, avere idee politche brillanti e saper coniugare il vino con la portata in corso, ma per me resterai sempre un coglione, nella migliore delle ipotesi un coglione simpatico.

Penso che bisogna essere veramente dei mentecatti per andare contro, fosse anche con semplici allusioni da salotto, ad un ragazzo che si è messo, armato solo della sua penna e del suo talento, contro una delle più potenti organizzazioni criminali del pianeta.

Quindi grazie Roberto, anche per questo.




permalink | inviato da Luca R il 16/10/2009 alle 12:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

12 maggio 2009

"La solitudine" è tra noi...

Domani incontrerò per una lectio magistralis (che differisce dai corsi normali
perchè i prof. si dileguano dopo due ore e non dopo le dodici canoniche...) l'autore del libro "La solitudine dei numeri primi"...

Premettendo che a parte qualche significativa eccezione, 18 euro per un libro sono troppi (l'eccezione, unica, riguarderebbe un eventuale mio libro che, data la scontata qualità, sarebbe legittimo far pagare almeno il doppio), il testo lungo le sue trecento avvincenti pagine è stata una piacevole sorpresa: l'ennesima conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che la puzza sotto il naso del tutto italiota per qualcosa che vende e che funziona dal punto di vista commerciale sia un'enorme baggianata.

[la profondità di questa analisi sul contesto letterario italiano, con invasioni anche nel mercato editoriale estero, farebbe impallidire Arbasino]


"Perché aveva paura di ammetterlo,
ma quando era con lei valeva la pena
di fare tutte le cose normali
 che le persone normali fanno"




permalink | inviato da Luca R il 12/5/2009 alle 23:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

7 maggio 2009

Domani

Un mese fa il terremoto in Abruzzo, un mese dopo il meglio della musica italiana (e dico il meglio perchè ora, a 24 anni, posso fare outing e smetterla di spacciarmi per quello che non sono, ovvero un fottuto ascoltatore di musica squisitamente POP) si riunisce per un progetto che, sotto la sapiente direzione del trio Pagani/Jovanotti/Negramaro sforna un singolo, DOMANI, che oltre ad essere semplicemente bello porterà, con gli incassi derivati dalla vendita, alla ricostruzione del teatro de L'Aquila.
Quindi, almeno a 'sto giro, il (e)mulo può fare un turno di riposo...

il video qui




permalink | inviato da Luca R il 7/5/2009 alle 0:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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